Attenzione al cibo che diamo ai nostri cani

Il cibo dato ai cani

  • Tutte le specie appartenenti al genere Alium possono essere tossiche per i pet. Cipolla, scalogno, cipolletta, porro e le cosiddette erbe cipolline contengono alcuni composti chimici noti come sodio alchil tiosolfati, che possono provocare una sintomatologia gastroenterica che precede un’anemia emolitica.
  • Le fave di Theobroma Cacao, fermentate, essicate e tostate sono alla base della produzione di cacao e cioccolato. In questi alimenti è presente la teobromina, una metilxantina innocua nell’uomo ma tossica nei pet.
  • Anche la teofillina (nelle foglie della pianta del the) e la caffeina (nel caffè) sono metabolizzate più lentamente negli animali da compagnia rispetto che nell’uomo e sono causa di una tossicosi con sintomatologia generalizzata entro sei-dodici ore dall’ingestione.
  • Lo xilitolo è un zucchero oggi molto utilizzato nella produzione di gomme da masticare, caramelle, prodotti di forneria “senza zucchero” e come dolcificante in polvere. Le tossicosi da xilitolo sono considerate una forma emergente in clinica veterinaria e le prime segnalazioni sono arrivate dagli Stati Uniti. Nei cani è rapidamente assorbito con un picco plasmatico dopo circa trenta minuti. Vomito e un’ipoglicemia derivante da un forte rilascio di insulina, ben superiore a quello a cui si assiste in presenza di glucosio, sono i primi segni clinici.
  • L’intossicazione da alcool nei pet è spesso conseguente a incidenti che vedono coinvolti per lo più cani che casualmente trovano bevande alcooliche, collutori, frutta fermentata o persino impasti contenenti Saccharomyces cerevisiae (lievito). L’etanolo, inibendo i recettori Gaba, porta ad una sintomatologia sistemica che può condurre a coma e morte. Anche i luppoli usati nella produzione della birra possono causare intossicazioni che ricalcano la medesima sequenza sintomatologica dell’avvelenamento da etanolo.
  • La globalizzazione sta notevolmente ampliando le abitudini alimentari dei consumatori, di conseguenza giungono sulle nostre tavole prodotti che mettono costantemente alla prova la tossicologia veterinaria. Attenzione ad alimenti come le noci di macadamia, di cui non si conosce l’agente tossico, ma che generano nel cane depressione, debolezza, vomito, tremori e ipertermia. L’avocado non deve essere mai somministrato agli animali: contiene infatti una molecola, la persina, che induce difficoltà respiratorie, edema cardiaco e pancreatico. Inoltre in alcune specie i grandi semi di alcuni frutti possono diventare pericolosi, causando un’ostruzione anche completa dell’apparato digerente tali da richiedere un intervento chirurgico d’urgenza.
  • Uva, uvetta e derivati si sono dimostrati tossici per i cani come dimostrato da numerosi casi, anche letali, descritti nella letteratura americana. Dopo circa 24 ore compaiono i primi sintomi (vomito), i cani mostrano in breve tempo insufficienza renale acuta; qualora si sospetti di ingestione è fondamentale un tempestivo intervento medico veterinario finalizzato all’induzione del vomito o alla limitazione dell’assorbimento enterico.
  • La solanina è un alcaloide che si ritrova in alcuni ortaggi di uso comune come patate, pomodori (specie in quelli poco maturi) e melanzana (buccia).
Gli avvelenamenti di origine alimentare non sono comuni poichè la molecola è in genere presente in piccole dosi, ma quando avvengono è possibile osservare una sintomatologia gastroenterica accompagnata da allucinazioni e tachicardia.

Se tra i proprietari degli animali è noto che non bisogna alimentare il cane o gatto da tavola durante i propri pasti, altrettanto non si può dire della conoscenza di alimenti potenzialmente pericolosi.
Come linee guida generali sarebbe dunque opportuno utilizzare le medesime precauzioni che si utilizzano con i bambini piccoli e di conseguenza utilizzare piccoli accorgimenti per evitare spiacevoli situazioni: conservare gli alimenti lontano dalla portata di cani e gatti utilizzando cassetti elevati, a chiusura magnetica o serrabili a chiave. Attenzione nel lasciare borse e zaini aperti e quando si coglie il pet durante il misfatto, controllare subito cosa è stato consumato. Ogni volta che si vede o anche si sospetta un’ingestione è fondamentale chiamare immediatamente il proprio veterinario.

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